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UNINT VOICES

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Redazione universitaria

UNINT VOICES è la sezione redazionale dell'Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT che raccoglie interviste, articoli e interventi su diversi temi d'attualità e sulla vita d'Ateneo.

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Ottobre 2017

#TEW 2017: presentati alla UNINT i risultati della prima fase dei lavori dell’ “Osservatorio sull’euroletto”
 
24 ottobre, 2017 – Roma
 
Fa tappa all’Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT uno dei #TranslatingEurope Workshop 2017: il ciclo di seminari, convegni ed eventi gratuiti e aperti a tutti promossi dalla direzione generale Traduzione (DGT) della Commissione europea e riguardanti tematiche del mondo della traduzione.
Il convegno del 24 ottobre, dal titolo “Eurolects: language contact and variational dynamics across European legislative corpora” (“Euroletti: contatto linguistico e dinamiche delle varietà nei corpora legislativi europei”), organizzato dal Gruppo internazionale di ricerca UNINT “Osservatorio sull’euroletto” e dall’Antenna italiana della DGT, è stato un evento che ha visto la partecipazione di relatori di spicco, accademici e linguisti, esperti di qualità legislativa e professionisti della traduzione provenienti dal panorama nazionale e internazionale. È stata l’occasione per presentare i risultati della prima fase dei lavori dell’Osservatorio (triennio 2013-2016) il cui obiettivo è verificare e/o confermare l’esistenza di varietà giuridiche proprie dell’Unione Europea (euroletti) che si differenziano dalle varietà giuridiche nazionali; l’analisi intralinguistica di 11 varietà legislative dell’UE si è basata sui dati tratti da un corpus multilingue –Eurolect Observatory Corpus - contenente direttive dell’UE e testi di recepimento nazionali.
 
Tra i numerosi ospiti di rilievo abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Ingemar Strandvik (Quality Manager della DGT, Commissione Europea) il quale, citando la Guida pratica comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, nel suo intervento ha parlato dell’importanza di ricorrere a un linguaggio chiaro e di facile comprensione per i tutti i cittadini europei, dimostrandosi soddisfatto dei passi in avanti compiuti in tal senso da parte di legislatori e linguisti e fiducioso in ulteriori miglioramenti. 
D: Do you think that everyday language is actually used at the EU level?
I.S: “I have to say that so far a lot has been done, language quality improved significantly. Legislators and translators agree with the principle of the Joint Practical Guide of the EU Parliament which set forth the necessity of clarity of expressions, considered of utmost importance compared to style evaluations. Even if things are changing and we are moving forward, the guidelines are still not fully applied. Besides, languages’ own characteristics need to be taken into consideration: there are languages that use a more plain and readable style than others. In my opinion there is no “black or white”: the clarity of expression is not a common rule yet but lot has been done and this research project – Observatory research group on eurolects – is greatly contributing to understand how to pursue the shared objective of clarity of expression.”
 
Significativo è stato anche il confronto con Katia Castellani (referente della DGT in Italia), sull’interazione tra istituzioni europee e mondo accademico. “La collaborazione tra questi due mondi è un elemento imprescindibile”, afferma, “le istituzioni europee hanno senza dubbi un interesse a collaborare con il mondo accademico perché questo può fornire, tramite progetti specifici come nel caso del Gruppo di ricerca sull’euroletto della UNINT, elementi utili ad analizzare alcuni fenomeni e a comprendere meglio la percezione a livello nazionale di ciò che viene fatto a livello europeo. D’altra parte ci sono anche interessi più concreti: ad esempio, nel caso della DGT, l’interesse a collaborare con gli Atenei che offrono master in traduzione. È fondamentale che ci siano piani di studio validi che formano persone in grado di intraprendere una carriera professionale di successo all’interno delle istituzioni europee mantenendo gli standard di qualità da queste richieste”.
 
Infine, la Prof.ssa Laura Mori, coordinatrice scientifica del Gruppo internazionale di ricerca UNINT “Osservatorio sull’euroletto” quale esempio concreto di questa sempre maggiore sinergia tra istituzioni europee e mondo accademico. La Prof.ssa Mori ci ha raccontato cosa rappresenta per lei svolgere l’attività di ricerca nel campo della linguistica e di docente della Facoltà di Interpretariato e Traduzione: “la ricerca permette di proporre argomenti stimolanti all’interno della didattica; è un modo per generare un maggiore coinvolgimento di studentesse e studenti verso il mondo della ricerca accademica e, parallelamente, il confronto in aula e lo scambio durante le lezioni consente di riflettere diversamente sui temi al centro della mia attività di ricerca. Il progredire della ricerca è quindi da considerarsi una riflessione continua”. Facendo riferimento al reale apporto delle tesi di ricerca di studentesse e studenti UNINT all'interno del progetto di ricerca "Osservatorio sull'euroletto", la docente ha aggiunto: “molti lavori di tesi hanno stimolato spunti di riflessione per i docenti impegnati nel lavoro di ricerca e per loro è stata un’opportunità per applicare quanto appreso nel corso di Linguistica testuale e pragmatica di cui sono titolare, così come nei diversi corsi di traduzione o di linguistica delle lingue di studio". 
L’evento di oggi ha inoltre fatto sì che si creasse un'interazione non solo all'interno della realtà accademica ma anche con esperti del settore: traduttori professionisti, interpreti, funzionari provenienti da diverse realtà nazionali. Un piccolo affaccio alla Terza Missione, per fare in modo che questi primi risultati della ricerca possano essere divulgati anche nella società.
 
Durante il convegno è stato fornito un servizio di interpretazione simultanea da parte di alcuni studenti magistrali UNINT. Inoltre, i lavori dell’intera giornata sono stati trasmessi in diretta streaming; il video dell’evento è reperibile a questo link.

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Settembre 2017
 

Il 15 e il 16 settembre scorsi l'Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT ha ospitato il congresso dell'Associazione Professioni Sanitarie Italiane Legali e Forensi - APSILEF dal titolo "Il futuro è adesso! La competenza legale e forense del professionista sanitario: strumenti ed esperienze a confronto". 
L'evento è stato un'occasione per un confronto scientifico e culturale di alto livello su tematiche quali le innovazioni e le competenze professionali avanzate e altre tematiche di comune interesse per la grande comunità delle Professioni Sanitarie.
Su Nurse24 un articolo riassume le due giornate dei lavori congressuali e degli interventi di stimati relatori esperti del settore che vi hanno preso parte.

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Luglio 2017
 

Medaglia d'argento per la UNINT: secondo posto a livello nazionale per tasso di soddisfazione generale degli studenti internazionali. Clicca qui per scoprire di più consultando il rapporto finale ERASMUS+ dell'Agenzia Nazionale INDIRE.
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Luglio 2017

Un Erasmus senza età

La storia di successo di una insolita studentessa austriaca alla UNINT: "se si hanno passione ed entusiasmo si può fare tutto”!

Qualche giorno fa abbiamo incontrato Brigitte, una "insolita" studentessa Erasmus proveniente dall'università austriaca di Klagenfurt, con cui la UNINT ha stretto da anni un accordo di partenariato. Non era il nostro primo incontro: già da febbraio Brigitte frequenta gli ambienti del nostro Ateneo in qualità di studentessa Erasmus. Curiosi di conoscere meglio la sua storia e la sua esperienza presso la UNINT, le abbiamo chiesto di concederci un po' del suo tempo per farle qualche domanda.

Nel corso della nostra chiacchierata abbiamo appreso che Brigitte ha un animo curioso ed è profondamente convinta del fatto che "se si hanno passione ed entusiasmo, si può fare tutto"; difatti, un imprevisto della vita non ha spento il desiderio di realizzare i suoi molteplici progetti futuri.

Chi è Brigitte

In pensione dall'età di 55 anni, a seguito di un incidente stradale che le ha causato degli handicap motori, la nostra studentessa si è dedicata alla ricerca sulle varietà dell'inglese in Africa e ha conseguito un dottorato; ha insegnato per tanti anni inglese e francese in Austria e nel Regno Unito e attualmente svolge attività di ricerca sul colonialismo tedesco e italiano e sui toponimi. Dal 2013 ha iniziato a studiare italiano frequentando dei corsi di lingua, ma non era abbastanza secondo lei: sentiva il bisogno di fare ulteriori progressi nell’apprendimento.

Perché l’UNINT

Su suggerimento di un ex studente Erasmus di Klagenfurt, che l'ha descritta come "un'ottima scelta e una valida esperienza", Brigitte ha deciso di venire a studiare all'Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT, da lei definita come una realtà a misura di studente dove avrebbe sicuramente potuto migliorare le competenze comunicative nella lingua italiana.

L’esperienza Erasmus

Ci ha poi raccontato che, anche se ormai ben integrata, all'inizio della sua esperienza Erasmus non è stato facile ambientarsi: “L'Erasmus offre davvero tanto e Roma è una città grande in cui c'è di tutto: dall'arte, ai concerti e tanti luoghi culturali e naturali da visitare anche nelle immediate vicinanze della città; sarebbe stato meglio se il soggiorno Erasmus fosse durato un anno", afferma poi un po' dispiaciuta mentre ci spiega quanto sia importante, secondo lei, integrarsi con la gente del posto per conoscere a fondo la cultura del paese che ti ospita. È questo il suo consiglio agli studenti che stanno per iniziare questa esperienza: studiare per gli esami universitari, ma ritagliarsi anche del tempo per fare altre attività. Una realtà cittadina così dispersiva si contrappone alla realtà più raccolta di un Ateneo come il nostro, un ambiente internazionale che si caratterizza per l'accoglienza e la possibilità di instaurare facilmente dei rapporti interpersonali. Quando le chiediamo di descriverci la sua esperienza qui da noi, Brigitte la riassume così: "efficienza e disponibilità, così descriverei in due semplici parole la mia esperienza alla UNINT. Consiglierò senza dubbi questa università ai futuri studenti che vorranno venire a fare l'Erasmus; qui ho incontrato gente molto disponibile e preparata e sono riuscita a instaurare un rapporto diretto anche con i professori, ai quali spesso ho potuto chiedere dei chiarimenti".

Progetti per il futuro

A oltre 70 anni di età, i progetti per il futuro di questa studentessa austriaca sono ancora tanti, a riprova delle sue grandi doti di tenaciaentusiasmo e passione: continuare a fare ricerca, future pubblicazioni, un viaggio in Grecia (dove c'è molto materiale utile per le sue ricerche) e magari un impiego lavorativo come insegnante per trasmettere ad altre persone i risultati delle sue ricerche. Oltre a ciò, non esclude però la possibilità di intraprendere altri programmi di studio in Europa o in America.

La voce dell’esperienza

Infine, a conclusione della nostra chiacchierata, Brigitte ci lascia i suoi consigli più saggi. Quando le chiediamo qual è, secondo lei, il segreto per una carriera di successo ci risponde così: “In primo luogo, è fondamentale conoscere i propri talenti e i propri interessi; consapevoli di questo, bisogna poi mettere passione ed entusiasmo in tutto ciò che si fa e inseguire i propri sogni. I greci sostenevano che bisogna conoscere anzitutto se stessi: è questa la chiave del successo!”.

Grazie Brigitte per la tua testimonianza di tenacia e instancabile volontà di arricchire il proprio bagaglio culturale.

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Luglio 2017

L’arrivederci agli ultimi studenti internazionali in partenza per il rientro a casa

Anche negli ultimi giorni prima della meritata pausa estiva, in Ateneo si respira aria internazionale; molti dei nostri studenti in mobilità Ue ed extra-Ue si aggirano ancora tra le aule studio e gli uffici dell’Ateneo per sbrigare le ultime pratiche burocratiche e immortalare saluti nostalgici che sembrano tutto fuorché un addio.
Ecco un estratto dell’arrivederci di Ahmed: studente marocchino in Erasmus alla UNINT che ci ha regalato alcuni spaccati significativi della sua prima esperienza all’estero.
 
D: Sappiamo che sei qui da gennaio ormai: come descriveresti il tuo percorso alla UNINT?
Questa è stata la mia prima esperienza all’estero! Uno dei miei professori mi ha suggerito più volte di andare a studiare in un altro Paese perché un’esperienza del genere arricchisce la persona da più punti di vista. In Marocco sto per concludere il mio percorso di laurea triennale in linguistica inglese e alla UNINT ho svolto un periodo di tutorato in linguistica inglese con il professor Matte Bon e il professor Boyd. Parallelamente ho portato avanti la stesura della tesi con il sostegno del mio relatore che ha seguito le varie fasi di lavoro dal Marocco. In questi mesi ho avuto inoltre l’opportunità di esplorare nuovi campi approfondendo materie che non rientravano nel mio piano di studi tra cui letteratura araba, letteratura inglese, cultura e società dei paesi di lingua inglese. 
 
D: Hai incontrato difficoltà a seguire le lezioni?
No, tutt’altro. Le lezioni sono state molto utili e i docenti validi, disponibili ed efficienti; ho seguito tutti i corsi senza problemi. 
 
D: Prima di partire, eri contento di essere stato scelto per venire a studiare a Roma? E come ti senti oggi, a conclusione della tua esperienza Erasmus?
Ero molto emozionato! Tuttavia, i primi periodi in Italia e in particolare i primi due giorni sono stati tutt’altro che tranquilli! Non avevo una scheda telefonica italiana dunque non avevo modo di utilizzare internet o contattare qualcuno; inoltre, ho subito familiarizzato con il caos cittadino avventurandomi da solo sui mezzi di trasporto di Roma alla ricerca del mio appartamento e della UNINT. Non ero affatto scoraggiato o spaventato, anzi: ero divertito e alla fine ce l’ho fatta! Oggi posso dire che ne è valsa la pena: sono davvero contento e devo ringraziare tutti quelli che mi hanno sostenuto e incoraggiato a intraprendere questa nuova importante esperienza lontano da casa mia.
 
D: Pensi che gli italiani siano un popolo accogliente?
Non ho avuto alcuna difficoltà a relazionarmi con i giovani, anche poco più grandi di me, ma non posso dire lo stesso delle persone più adulte con cui spesso ho fatto fatica a dialogare per motivi linguistici e perché spesso si dimostravano sfuggenti… Qui a Roma ho condiviso con due ragazzi italiani un appartamento che ho trovato attraverso il servizio alloggi dell’università. È stata un’esperienza molto significativa, un’ottima opportunità per integrarmi al meglio; tra di noi è nata una bellissima amicizia che spero possa durare nel tempo!
 
D: Qual è il tuo ricordo più bello di questi mesi in Italia?
I miei ricordi più belli sono tutti legati agli amici che ho conosciuto all’Università, perché è qui che ho trascorso la maggior parte del mio tempo… persino il sabato! Non amando studiare a casa, ho frequentato spesso la biblioteca e il parco dell’Ateneo e devo dire che si stava davvero bene.
 
D: Come descriveresti il tuo Erasmus in pochissime parole?
Un’esperienza che capita una sola volta nella vita e quindi un’opportunità da cogliere al volo!
 
D: Cosa miglioreresti di questo Ateneo?
Alla UNINT ho trovato docenti preparati, insegnamenti interessanti e aule adeguate. Ho anche apprezzato molto tutti gli eventi organizzati dall’università: conferenze, workshop, la festa di fine anno accademico…  L’unico appunto che muoverei riguarda il cibo e i luoghi di culto: l’università è un ambiente internazionale, tuttavia mi è capitato diverse volte di trovare scarsa scelta di cibo per musulmani. Inoltre spesso mi è pesata l’assenza di un luogo in cui poter pregare; noi musulmani preghiamo cinque volte al giorno e questa era dunque una mia esigenza rimasta insoddisfatta. Sarebbe sufficiente creare un ambiente, anche piccolo, senza decorazioni particolari e con un tappeto, in cui concentrarsi interamente sulla preghiera.
 
D: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Vorrei innanzitutto completare il mio percorso di studi e poi proseguire nel campo dell’insegnamento o della traduzione, in un’ambasciata o in altre istituzioni prestigiose.
Roma mi mancherà molto, ma ci ritornerò un giorno. Di certo questo non è un addio ma solo un arrivederci!
 
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Maggio 2017
 

"L'Italia che vorrei" : in occasione della cerimonia di chiusura dell'anno accademico 2016-2017 gli studenti UNINT sono stati invitati a condividere le proprie riflessioni sull'Italia di oggi e di domani.
Quello che segue è il discorso di una studentessa Erasmus dal Marocco pronunciato nell'ambito dell'iniziativa "Cara Italia ti scrivo. Riflessioni sull'Italia che vorrei"

Dear Italy, 

My name is Kaoutar Chahbane. I am a Moroccan student and I am writing to you on behalf of the Erasmus students. 
Three to four months ago, we came to Italy from different countries, different continents, and different parts of the world. In the time we spent here, we were fascinated by your historical buildings; each street and each building tells a story, stories of different civilizations, and stories of different people. 
In Italy, we met so many wonderful human beings, and made friends from all over the world. More importantly, we saw how nations, different as they are, or as we think they are, can have so many things in common, even if it is not shown. 
As for what we want to see different, what we want to change, we won't just address you Italy, we will address the world. We consider ourselves global citizens, and so there are some basic aspects that we would love to change.
We , the global citizens, want clean well-structured streets.
We want organized well-functioning administrations.
We want people to have equal rights and chances, whatever their gender, religion or ethnicity. 
We want a country and a world in which other languages are respected, tolerated, and welcomed. 
We want to live in a country, in a world, where diversity is celebrated. We want to live in a world in which a Muslim, a Christian, a Jewish, a Hindu, an atheist can live next to one another, accept and respect each other.
We want a world without prejudice, or stereotypes, without violence or war. This can happen, we believe, if we, individuals, come together and decide to change. Erasmus, this university, and this kind of gathering show that bringing people of different cultures, languages, religions can work and it is much much powerful than anything else.
 
Sincerely, 
The Erasmus students, 
Thank you. 
 

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